La storia della scuola attraverso la cartella e lo zaino

Zaini scuola, Informazioni e curiosità
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Storia Scuola Italiana Attraverso Zaino Cartella

La storia della scuola in Italia brevemente rivisitata attraverso l’evoluzione della cartella e poi dello zaino. Scopri come sono cambiate le abitudini dei nostri nonni e dei nostri genitori mentre frequentavano i banchi di scuola.

Breve storia della scuola italiana

Tradizionalmente durante la prima metà dell’Ottocento, in tutta Italia l’istruzione era impartita, sia al livello elementare sia a quello superiore, da istituti ecclesiastici, spesso controllati dai Gesuiti, e i preti esercitavano un enorme controllo e un grande potere.

Possiamo dire però che la storia della scuola italiana ebbe inizio nel 1859.

Infatti, in quell’anno, il ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati, presenta e fa approvare una legge dove i bambini dovevano saper “leggere, scrivere e far di conto”.

Storia Della Scuola In Italia

E la stessa legge chiamata “Casati” sanciva l’obbligatorietà e la gratuità dell’istruzione elementare per il corso inferiore.
L’istruzione doveva essere impartita dallo stato per mezzo dei comuni, ai quali spettava anche il compito di assumere i maestri.

Storia della scuola e storie di povertà

I comuni con minori risorse o quelli delle aree più disagiate purtroppo però avevano difficoltà ad assumere per la scuola elementare maestri sufficientemente qualificati.

Così gran parte delle famiglie più ricche inizia subito ad orientarsi verso l’istruzione privata oppure ad affidarsi ad un precettore domestico.

Mentre le famiglie più povere e disagiate, visto che legge Casati non prevedeva sanzioni per i genitori che non mandavano i figli a scuola, preferivano tenere i bambini a casa per farli lavorare nei campi.

In seguito, il ministro della Pubblica Istruzione Michele Coppino porta a tre gli anni l’obbligo di frequenza scolastica per quanto riguarda la scuola elementare inferiore.
Inoltre introduce anche alcune norme sanzionatorie per i genitori non rispettosi della riforma.
Tale obbligatorietà sale poi fino al dodicesimo anno d’età dell’allievo con la legge Orlando del 1904.

Successivamente un forte impulso al processo di scolarizzazione è dato dalla legge Credaro che stabilisce il passaggio allo Stato di gran parte delle scuole elementari.

E via via si assiste all’avvio progressivo dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni.

La cartella dei nostri nonni

Ma ti sei mai chiesto come andavano a scuola i nostri nonni? E quale fosse il corredo scolastico a quei tempi?

Sicuramente, chi ha avuto modo di ascoltare i racconti delle loro avventure scolastiche, ne sarà rimasto affascinato.
Eh si….perché nei loro racconti, c’è davvero dell’incredibile!

La maggior parte dei bambini proveniva da famiglie contadine, molto povere e spesso prive di mezzi di locomozione.
I bimbi dunque erano costretti a percorrere tanti chilometri a piedi per raggiungere la scuola.
Molti di loro frequentavano la scuola solo fino alla terza o quarta elementare perché costretti in seguito ad aiutare le loro famiglie nei lavori domestici o nei campi.

Il materiale scolastico era molto semplice. I nostri nonni usavano la cartella al posto dello zaino per la scuola.

Le cartelle erano spesso fatte con una robusta tela di sacco il più delle volte militare, o con avanzi di vecchi indumenti.
Consistevano in una specie di busta, chiusa da due bottoni, le cui dimensioni erano tali da contenere lo stretto necessario per la scuola: libro, quaderno e penna.
Un lungo manico di stoffa o pezzi di cinghia inutilizzata, permetteva di portarla a tracolla.

Qualcuno possedeva una custodia fatta da due assi di legno tenute insieme da cinghie di cuoio ed alcune di queste avevano inserito anche l’astuccio portapenne.

Per altri, invece, la cartella era fatta di cartone.
Nonostante tutte le raccomandazioni dei genitori, molto difficilmente queste arrivavano in buone condizioni al termine dell’anno scolastico.

L’astuccio invece, era una semplice busta di stoffa utile a contenere un pennino, un matita e una gomma, oppure un astuccio di legno, in cui a volte il coperchio serviva anche da righello.

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Ancora oggi puoi trovare dei bellissimi esempi dei corredi scolastici dei nostri nonni presso Il museo della scuola “Paolo e Ornella Ricca” di Macerata, in cui si ripercorre la vita scolastica italiana tra Otto e Novecento.

Il rapporto con i maestri di scuola

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Ma la storia della scuola italiana passa anche attraverso l’evoluzione del rapporto tra alunni e insegnanti.
Infatti la scuola una volta era molto più dura e i bambini venivano educati con maggiore severità rispetto ad oggi.

Basta pensare che a scuola ogni maestra possedeva una bacchetta di legno che veniva usata al minimo segno di distrazione, disinteresse, ribellione e indisciplina da parte dell’alunno.

Le classi erano molto numerose, quindi il docente doveva essere molto severo per tenere la disciplina

La prima attività eseguita ogni giorno era il controllo igienico, ovvero l’insegnante verificava la pulizia del viso, delle mani, delle unghie dei propri fanciulli.
Infatti si accertava che i propri alunni fossero ben pettinati, in particolare le bambine, che, se avevano i capelli lunghi, dovevano arrivare a scuola con trecce molto strette.

Dalla cartella allo zaino per la scuola

Se pensiamo all’evoluzione del corredo scolastico, basta pensare semplicemente alla penna.
Devi sapere infatti, che ai tempi dei nostri nonni ogni banco era provvisto di calamaio, che ogni giorno il bidello doveva riempire d’inchiostro nero.
Poi è arrivato il momento della penna stilografica, della biro e della penna cancellabile.

Ma che fine ha fatto invece la cartella per la scuola elementare?
La vecchia cartella scolastica, alla fine degli anni ottanta ha definitivamente lasciato il posto allo zaino scolastico.

Il marchio Invicta, negli anni ’80, con i modelli Jolly, stravolgeva il mercato con uno slogan che parlava da solo “la scuola è bella, addio cartella”.

La valigetta rettangolare, con la grossa maniglia, una tracolla per trasportarla e due grandi clip per chiuderla viene sostituita da uno zaino con spallacci da caricare sulle spalle.
Il successo di questi bagagli scolastici, ha permesso poi a grandi marchi come Invicta, Seven, Kappa, di produrre tanti modelli con forme, materiali e fantasie adatte ad ogni esigenza.

Così da oltre trent’anni tutti gli alunni italiani portano sulle spalle lo zaino, dalla scuola elementare all’università.

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